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Essenziale

Rivitalizzare il centro storico riducendo l'impatto dei mezzi circolanti

Avatar: CLAUDIO VIANO CLAUDIO VIANO
I sottotemi
Mobilità sostenibile e accessibilità
Vitalità, attrattività e inclusività
Descrizione della proposta
RIVITALIZZARE IL CENTRO STORICO RIDUCENDO L’IMPATTO DEI MEZZI CIRCOLANTI La rivitalizzazione del centro storico si avvale di un ventaglio di soluzioni. Limitandosi alla riduzione dell’impatto ambientale/acustico della circolazione stradale occorrerebbe pedonalizzare dove si può, aumentare percorsi ciclabili, incrementare i mezzi pubblici circolanti elettrici, deviare e/o vietare la circolazione dei mezzi più inquinanti con particolare riguardo ai TIR. E se non basta ci sono esempi in Europa da seguire tipo la città di Friburgo in Germania. E’ viceversa illusorio pensare che il centro storico di Chieri possa risolvere definitivamente veri o presunti problemi di viabilità scaricando all’esterno il traffico interno. E peggio ancora compromettendo la sua periferia ed il contesto più generale del Chierese, financo il territorio racchiuso fra la collina di Torino e l’Astigiano, "Terra di mezzo", che concilia agricoltura, ambiente e attività produttive di piccole e medie dimensioni con l'abitare. Ambito del Mab-Unesco in cui è in diffusione un turismo di prossimità che oltre a salvaguardare il territorio è un volano economico. Ogni sforzo di programmazione territoriale dovrebbe migliorare tale simbiosi e ogni spesa significativa che introduce infrastrutture "da periferia" come la Gronda andrebbe evitata affinchè il chierese non diventasse la periferia est di Torino: capannoni e strade che segmentano le attuali comunicazioni e coltivazioni rendendo anonimo l'abitare, peggiorando drasticamente la qualità della vita. Si tratta di un opera che ha visto lievitare i costi previsti di almeno 10 o 20 volte fino all’attuale miliardo di euro di costo, soldi con i quali si potrebbero viceversa risolvere molti problemi anche quelli circoscritti di viabilità, ricominciando da capo a ragionare sulla viabilità sostenibile per Chieri e per il chierese. E i soldi, di tutti noi cittadini, spesi in anni di studi di fattibilità e progetti mai approdati a nulla dovrebbe portare ad un ravvedimento. Basta tangenziali, gronde e altre opere del genere! Il nostro territorio può superare il modello Langhe disponendo di una maggior varietà paesaggistica, non ancora definitivamente compromessa, vantando beni artistico-culturali da mettere in rete meglio di quanto si è fatto finora ed evitando l'eccesso di infrastrutture e di monoculture. Un contesto rinvigorito di questo tipo rafforza la stessa centralità di Chieri. Ed è sinergico con il potenziamento del trasporto pubblico e di un argomento di cui negli incontri forse si è parlato poco: le fonti energetiche rinnovabili. In primo luogo direi, il fotovoltaico pianificato non come consumo di suolo agricolo ma come copertura di aree in ristrutturazione a cominciare da quelle individuate dal PRG e poi esteso a parcheggi, aree di sosta di centri commerciali, ecc…, come è già norma di legge in altri paesi europei. Ridurre il trasporto “su gomma” in favore di altre forme di mobilità sostenibili è un obiettivo derivante dalla consapevolezza del cambiamento climatico cui dare risposte immediate. L’inquinamento da traffico insieme a quello energetico ha esiti drammatici. In Italia è noto lo squilibrio tra quota di trasporto merci su gomma e quello su rotaia e mentre l’Unione europea mira a portare il traffico su rotaia al 30% medio nel 2030, l’Italia ha una quota di trasporto su rotaia intorno al 17%. Progetti devastanti di incremento di traffico come la Gronda est sono corrispondenti ad una vecchia idea dello sviluppo illimitato (sviluppismo sfrenato giustamente denunciato in fase introduttiva al PRG), come non esistessero limiti insuperabili di occupazione di suolo e di cambiamento climatico. Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile adottato anni fa dalla Città Metropolitana di Torino apre la porta ad investimenti di denaro pubblico per migliorare la mobilità pubblica sostenibile ed è in contraddizione con la progettazione della Gronda est che non a caso prevede solo un ennesima, vecchia opera stradale con caratteristiche autostradali. Viceversa il potenziamento della rete ferroviaria e il miglioramento dei collegamenti con i Comuni del chierese e con Torino sono la vera alternativa per il mondo produttivo, per l'attività lavorativa e per migliorare la qualità della vita degli abitanti. Occorre superare la vecchia tendenza italiana sempre rinnovata a privilegiare il trasporto su gomma. L'industria chierese sembrerebbe sensibile a questi temi. Occorre ispirarsi a modelli europei più avanzati che sono stati capaci di coniugare le esigenze del mondo del lavoro con l'emergenza climatica e la qualità della vita dei cittadini investendo in modo lungimirante sulla sostenibilità nel tempo con una idea diversa di futuro. Due Comuni Torino e Chieri che distano una quindicina di km, meno della distanza centro-periferia di alcune città europee! Eppure connesse così difficoltosamente! E non perché mancano strade carrozzabili, ma perché non si completa una rete metropolitana ed una rete ferroviaria efficace ed efficiente e si guarda solo alle “grandi opere” inutili e devastanti, anche finanziariamente, per la collettività e utili solo per profitti privati che le promuovono e sostengono per poi scaricarne i costi sulla collettività! Dovrebbe essere ormai chiaro che lo sviluppo non è più, se mai lo è stato integralmente, fattore determinante di progresso. Quindi occorre pensare alla viabilità, caso per caso, trovando la soluzione meno impattante ed evitare di fare appello alla soluzione ideologica e perfino magica dei problemi affidandosi ad un opera devastante (Gronda est) che invece di risolvere problemi li aggrava. Se il Comune, anni fa, avesse coinvolto e promosso la partecipazione dei cittadini nella discussione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile e nella redazione del PGTU, molti dei problemi attuali sarebbero già stati affrontati. Continuare ad eludere la partecipazione dei cittadini alla discussione (e financo alla informazione) su opere strategiche come la Gronda est non può che creare problemi. Se poi si volesse ipotizzare, nel centro storico, una immutata circolazione stradale di mezzi nel tempo, se non addirittura una riduzione, una circonvallazione esterna, se accompagnata da limitazioni di traffico, potrebbe alleviare i disagi interni portandoli all’esterno. La qualità dell’aria complessivamente non migliorerebbe un granchè ma migliorerebbe un po’ la vivibilità del centro storico, potrebbe alleggerirsi il traffico in alcuni quartieri. Questo succederebbe se la circonvallazione esterna eventuale non divenisse a sua volta attrattiva di nuovo traffico aggiuntivo di traffico più esterno. In tal caso gli eventuali effetti positivi sarebbero messi in forse. In ogni caso prima di fare nuove strade sarebbe preferibile e ragionevole vagliare tutte le possibili alternative anzitutto potenziando il trasporto pubblico e rendendolo più efficiente. Abbiamo appreso dalla società incaricata da Città Metropolitana di redigere prima il PUMS e ora lo studio di fattibilità della Gronda est (che il progetto preliminare del Piano Regolatore dà sostanzialmente per scontata in alternativa alla tangenziale, anche è impossibile capirne la differenza) che comunque vada ci vorrebbero anni e nuovi disagi aggiuntivi da mettere in conto per essere realizzata. E vorrei attirare la vostra attenzione, sulla derubricazione che nella impostazione originaria degli incontri preparatori al progetto preliminare era stata fatta proprio del tema gronda/tangenziale est. in quanto “sovraordinato” e quindi non di competenza diretta del Comune. Io invece ne accentuerei la caratteristica “sovraordinante” di cosa finisce per essere sovraordinato per l’appunto e quindi limitato, vincolato, impedito, ecc… Come si fa a non pensare anzitutto a queste implicazioni oltretutto non reversibili? E così pertinenti? Circa le problematiche relative allo studio di fattibilità promosso dalla città metropolitana di Torino della gronda est, ovvero l’anello mancante alla attuale tangenziale torinese, seguendo le stesse conclusioni a cui sono pervenuti i tecnici incaricati dello studio di fattibilità, emergono anzitutto le seguenti criticità: 1. qualsiasi tracciato verrà prescelto, tra quelli in alternativa, ha capacità limitate di sgravio del traffico dalla tangenziale esistente (ed è già rilevante che l’obiettivo principale della progettazione non venga raggiunto) 2. si prevede un incremento del 30% di emissioni di ossido di azoto e di oltre il 10 % di polveri sottili e di Co2 a causa dell’aumento di traffico conseguente alla realizzazione, con grave congestione nei punti di raccordo con le infrastrutture esistenti a nord e a sud. Per quanto riguarda sud si tratta del territorio di Pessione che già al momento presenta delle criticità che quindi non sono non verrebbero risolte ma semmai aggravate. Data la vicinanza al centro storico di Chieri penso proprio non si possa bypassare la problematica della congestione di traffico ed i suoi effetti anche nell’abitato complessivamente inteso di Chieri, anche il centro storico. 3. nel calcolo costi benefici non si tiene minimamente conto della salute dei cittadini (per l’inquinamento ambientale e acustico) e del costo di rendere impossibile un ulteriore sviluppo del territorio secondo alternative a questo modello sorpassato di sviluppo, prospettive di sviluppo diverse se si valorizzasse quello che di prezioso può offrire questo territorio solo sfruttando le opportunità offerte dalla qualifica di “Riserva della Biosfera” del MAB Unesco. La richiesta di riconoscimento del rinnovo della qualifica è in corso, ma la definizione stessa di Riserva della biosfera (un ecosistema terrestre che 'promuove attività di cooperazione scientifica, ricerca interdisciplinare e sostenibilità ambientale) è ovviamente in palese contrasto con una strada camionabile a tre o quattro corsie, con una sede stradale di 40 metri che verrebbe a formare un trincerone tra comuni limitrofi, con gallerie a doppio fornice; incremento di strade di collegamento (dato il carico di traffico), in un contesto di elevato valore paesaggistico, naturalistico ed agricolo. Per tutte queste premesse troviamo incomprensibile che sia stata respinta a priori la nostra richiesta di opzione “0” mirante anzitutto a privilegiare un preventivo coinvolgimento della cittadinanza nella individuazione dei veri bisogni dei territori interessati, che privilegia le pratiche virtuose e la valorizzazione delle eccellenze territoriali coerentemente con gli indirizzi del Mab Unesco. Nel caso del Comune di Chieri un reale coinvolgimento nella partecipazione dei cittadini avrebbe dovuto tenere conto sia dei dati del PUMS e quindi sarebbe dovuto partire con grande anticipo e ora mi chiedo e vi invito a chiedervi come è mai pensabile di poter valorizzare alcunchè di fronte alla spada di Damocle dall’impatto devastante della gronda est. Col rischio che ciò che di valido metterebbe in opera il nuovo Piano Regolatore non riesca nemmeno lontanamente a rimediare ai danni arrecati al territorio circostante e anche alla Città di Chieri. Compreso il centro storico.
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